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La Legionella: il batterio killer che si annida nei tubi L’acqua che esce dai nostri rubinetti nasconde potenziali rischi e problemi che vanno prevenuti oppure affrontati e risolti, quali incrostazioni, corrosione e infezioni microbiologiche (LEGIONELLA). La temperatura dell’acqua che varia da 25 a 42°C, l’ambiente con presenza di ossigeno (aerobico), la presenza di elementi nutritivi come biofilm, scorie, ioni di ferro e di calcare, altri microrganismi e la presenza di acqua polverizzata con formazione di microgocce aventi diametri variabili da 1 a 5 micron sono gli elementi che, in combinazione tra loro, costituiscono l’habitat ideale della Legionella Pneumophila, forma epidemica di polmonite causata da un batterio gram negativo.  Ecco cosa raccomanda il il Documento delle ”Linee Guida per la prevenzione della Legionellosi” nel Capitolo 7.1: Strategie per prevenire la colonizzazione degli impianti: •	Evitare di installare tubazioni con tratti terminali ciechi e senza circolazione dell’acqua; •	Evitare la formazione di ristagni d’acqua; •	Provvedere ad effettuare la pulizia periodica degli impianti; •	Limitare la possibilità di nicchie biologiche per i microorganismi attraverso la pulizia degli impianti, la prevenzione e la rimozione dei sedimenti  dai serbatoi d’acqua calda, bacini di raffreddamento e altre misure igieniche; •	Mantenere efficienti i serbatoi di gocce montati a valle delle sezioni di umidificazione; •	Controllare lo stato di efficienza dei filtri ed eliminare l’eventuale presenza di gocce d’acqua sulle loro superfici.  Occorre, quindi, intervenire nelle fonti artificiali di contaminazione: •	CORROSIONE Alcune caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua come la bassa durezza, basso pH, presenza di ossigeno e anidride carbonica, possono provocare fenomeni di corrosione. Questi, oltre a rendere l’acqua potabile inidonea al suo uso (ad esempio acqua rossa dal rubinetto), portano nel tempo all’accumulo di ossidi e a forature dei tubi, e conseguenti perdite d’acqua, danni e necessari interventi con costose manutenzioni straordinarie per ripristinare la funzionalità dell’impianto. •	INCROSTAZIONI CALCAREE Sono depositi di calcare che si formano sulle tubazioni, ma soprattutto nei riscaldatori, a causa della presenza nell’acqua di sali di calcio e magnesio (durezza dell’acqua) che precipitano all’aumentare della temperatura (>40 °C), causando una forte riduzione dello scambio termico. Sono sufficienti 2 mm di calcare per provocare una perdita di efficienza del 20%. Le incrostazioni calcaree sono da evitare anche perché tendono a ridurre la sezione del tubo, sporcano le valvole, intasano i soffioni delle docce e rappresentano un perfetto habitat per la crescita di alcuni batteri patogeni come la Legionella Pneumophila. Il batterio  e le infezioni Come agisce SIT Il D.Lgs 31 e l’obbligo di analisi delle acque La soluzione più economica ed efficace Home Azienda Risparmio energetico Contabilizzazione calore Bonifica e sanificazione Incarico Terzo Responsabile Geotermia Richiesta preventivo Contatti